Nel carcere di Sollicciano, a Firenze, nasce una nuova squadra di calcio che vuole andare oltre il risultato sportivo: è un vero e proprio anello che congiunge il calcio giocato tra le mura e la realtà esterna al carcere. Si chiama ‘Solliccianese’ ed è un’associazione sportiva dilettantistica, creata all’interno dell’istituto penitenziario fiorentino con un obiettivo chiaro: usare lo sport come strumento di crescita, rieducazione e reinserimento.
La Solliccianese parteciperà al primo torneo di calcio a 11 organizzato dall’Uisp insieme ad altre sei squadre miste. Le partite si giocheranno tra la casa circondariale di Sollicciano e quella di Gozzini. In totale saranno sette le squadre coinvolte, compresa quella dell’Ussi Toscana, che riunisce i giornalisti sportivi della regione.
L'associazione sportiva è stata presentata venerdì 13 febbraio in una conferenza stampa che si è svolta presso la Sala Macconi del Comune di Firenze. La presentazione è stata seguita anche dalla redazione della TgR Rai Toscana.
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L’idea di fondo è semplice: lo sport può diventare uno spazio di libertà e di relazione, anche dentro un istituto di detenzione. Allenamenti e partite permettono ai detenuti di confrontarsi con persone esterne, di lavorare in gruppo e di costruire rapporti basati sul rispetto reciproco. Il calcio diventa così un linguaggio comune capace di superare diffidenze e pregiudizi. “Lo sport è fondamentale per tutti - spiega ai microfoni della TgR Valeria Vitrani, direttrice del carcere di Solicciano - ma per chi vive una condizione di detenzione ha un valore ancora maggiore, perché offre uno spazio di libertà e di respiro dentro la vita quotidiana del carcere”.
Gabriella Bruschi, presidente dell'Uisp di Firenze, ha evidenziato il valore dell’iniziativa: “Creare occasioni di incontro con l’esterno significa preparare il terreno per il futuro. Quando le persone detenute avranno concluso il loro percorso, sarà fondamentale poter contare su relazioni e su una comunità pronta ad accoglierle”.
Quando si gioca insieme, non contano più le differenze o le etichette: si crea un rapporto basato sul rispetto, sulla collaborazione e sulle regole comuni. Franco Dardanelli, segretario dell'Uisp Firenze e futuro presidente della Solliccianese, ha spiegato che il torneo nasce per dare concretezza al progetto e trasformarlo in qualcosa di reale e duraturo. "Il torneo - prosegue Franco Dardanelli - sarà dedicato a Nicola Zuppa, storico educatore degli istituti penitenziari fiorentini, scomparso nel 2016, che per anni ha lavorato per favorire dialogo e integrazione”.
La Solliccianese dimostra che il calcio può essere molto più di un gioco: può diventare un ponte tra il carcere e la società, offrendo opportunità di riscatto e nuove possibilità di inclusione. (A cura di Elena Del Grosso)